Nel 1998 Anna Maria Ponzellini, regista ed esperta della comunicazione nell’ambito dei linguaggi espressivi, propone alla comunità una scuola di teatro per i bambini che abbia obiettivi educativi, sia in stretta relazione con le famiglie e mantenga un dialogo aperto con la comunità di appartenenza.

I primi iscritti sono 13 bambini tra i 6 e gli 8 anni che si ritrovano in un angolo del salone sottostante la Chiesa di S. Maria Ausiliatrice. In pochi anni gli iscritti salgono a 95, aumentano i gruppi, arrivano nuovi insegnanti competenti con il gusto educativo e la chiara conoscenza dell’ambiente “oratorio”, si riorganizzano tempi e spazi.

Nonostante la crescita e le evoluzioni vissute dalla scuola, restano i capisaldi sui quali è stata fondata:

  • non si tratta di una scuola d’attore. Il teatro è inteso come strumento educativo perché, attraverso l’interpretazione di un personaggio e di una situazione, i bambini e i ragazzi possano confrontarsi, conoscere e conoscersi, scoprire ed essere educati a vivere le emozioni, imparare ad entrare in relazione con gli altri “diversi da me”. In poche parole collaborare ad un’educazione attenta alla crescita globale della persona
  • la scuola di teatro s’inserisce nel contesto di pre-evangelizzazione di cui la Chiesa si fa carico in una costante attenzione missionaria verso giovani, ragazzi, bambini appartenenti alla nostra società
  • il responsabile ultimo resta il responsabile della pastorale giovanile, che ne garantisce la stretta unità educativa di intenti e di obiettivi con l’oratorio
  • la scuola di teatro dialoga con le famiglie: i genitori sono chiamati ad essere presenti e attenti al progetto educativo della scuola, attraverso riunioni, percorsi di formazione e partecipando alla messa in scena finale (costumi- scenografie- supporto logistico per locandine)
  • la scuola di teatro dialoga con tutti gli educatori dei bambini e dei ragazzi (catechisti, insegnanti, allenatori) che credono nell’importanza di un’educazione “in rete” e non schizofrenica e/o frammentaria.

L’anno di lavoro si conclude sempre, per ciascun gruppo, con uno spettacolo che corona le gioie e le fatiche condivise da ragazzi, insegnanti e famiglie.

Su proposta del Parroco, nell’urgenza di dare una struttura salda e definitiva a tutte le attività espressive presenti nella nuova Comunità Pastorale, la Scuola di Teatro San Domenico Savio è entrata a far parte dell’Associazione Amatoriale Culturale Gruppo Teatrale In Cammino.

Il progetto agli albori

Responsabile: don Michele di Tolve, responsabile della pastorale giovanile.
Coordinatrice: Anna Maria Ponzellini
Insegnanti: Anna Maria Ponzellini – Lukas Sadowski
I primi iscritti: 13 bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni.
Luogo: un angolo ricavato sotto la chiesa parrocchiale grazie all’intervento di Lukas e all’aiuto dei genitori.

Obiettivi: educare alla scoperta di sé, dell’altro, del mondo e trovare in tutto ciò la meravigliosa presenza di Dio
Metodologia: La scuola di Teatro si avvale di tutti i linguaggi espressivi che avvicina attraverso il meccanismo del laboratorio, caratterizzato da giochi ed esercizi. Il laboratorio ha carattere fortemente ludico, perché i bambini e i ragazzi possano sperimentare e sperimentarsi in un contesto piacevole.
Il progetto prevede il coinvolgimento dei genitori, primi educatori, con essi si svolgono incontri e, su richiesta, colloqui personali. Il coinvolgimento dei genitori rende il progetto efficace nel perseguire obiettivi che siano in sintonia con le reali esigenze dei singoli e del gruppo. I genitori collaborano anche a rendere lo spazio accogliente: preparano la merenda per il termine del corso, realizzano costumi e scenografie per lo spettacolo.

Il primo anno descritto da Claudia

“Durante il primo anno di vita della scuola andai un paio di volte ad assistere agli incontri, incuriosita da ciò che mi aveva raccontato Anna Maria, che, in un angolo del salone sottostante la Chiesa aveva ricavato un piccolo spazio-palestra dove accoglieva i bambini della scuola di teatro e con loro trascorreva un’ora “giocando a fare sul serio”.

Agli albori non c’era apparentemente nulla, eppure c’era l’essenziale: uno spazio vuoto da abitare, persone curiose e generose pronte ad impegnarsi in un progetto educativo: Anna Maria come insegnante e un gruppo di genitori pionieri che sostenevano l’attività con ottime merende”.

Gli anni successivi

Il tentativo di Anna Maria di mantenere la scuola di teatro un’esperienza “pilota” con pochi bambini, deve lasciare presto il posto ad una modalità più complessa. Le richieste d’iscrizione aumentano e, di conseguenza, in pochi anni, aumentano i gruppi, la necessità di spazi adeguati, l’organizzazione di tempi, la ricerca di insegnanti competenti con il gusto educativo e la chiara conoscenza dell’ambiente “oratorio”.

Grazie al completamento delle strutture dell’oratorio e al fiorire in oratorio di persone competenti in ambito educativo e teatrale, la scuola di teatro cresce. Nel 2002, grazie al passaparola che si sviluppa tra le persone che si vogliono bene, la scuola di teatro chiede un finanziamento alla regione Lombardia legge 23; la richiesta viene accolta. Grazie a questi finanziamenti, aumentano i gruppi, aumentano le ore d’intervento degli insegnanti, è possibile acquistare materiale tecnico indispensabile per tutte le attività espressive dell’oratorio, vengono sostenute parte delle “spese vive” della scuola di teatro. I genitori vengono coinvolti ulteriormente e creano una sorta di “laboratorio nel laboratorio” destinato alla realizzazione degli oggetti di scena, dove in realtà trovano l’occasione per confrontarsi e dialogare. Si istituisce un responsabile-genitore per gruppo che tiene i collegamenti tra le famiglie.
L’anno successivo, grazie ad una proroga straordinaria della legge 23, la scuola di teatro ottiene ancora il 50% di finanziamento.

I miglioramenti in termini organizzativi e di spazio-tempo, sono affiancati ad una costante ricerca di crescita educativa: viene stabilità la necessità di identificare un tema annuale intorno a cui far ruotare il lavoro della scuola di teatro. Il tema, scelto insieme al responsabile, è legato alle necessità evidenziate da tutti gli educatori. Gli insegnanti della scuola di teatro aumentano gli incontri di preparazione per mantenere una linea di intervento comune e non perdere di vista gli obiettivi di fondo della scuola di teatro.

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