1990 – L’inferno di Babele

Il Gruppo aderisce ad una proposta di cambiamento, sia per quanto riguarda la tematica di allestimento che la tecnica di lavoro. Partendo dalle sollecitazioni provenienti dalla lettera del cardinale Martini “Il lembo del mantello”, si decide di affrontare il tema della comunicazione all’interno della città metropolitana, il tutto senza un testo precostituito. Il gruppo è invitato a sperimentare l’improvvisazione guidata: vengono cioè individuate delle situazioni e dei personaggi da cui i singoli devono partire per agire e parlare. Segue infine un’adeguata “limatura” del tutto. Il lavoro si rivela faticoso ma molto divertente, il gruppo “si scopre” e (ri)conosce le proprie potenzialità. Vengono contemporaneamente composti alcuni brani musicali mentre altri vengono reperiti tra quelli già esistenti. Nasce così “L’inferno di Babele”, uno spettacolo che, attraverso l’ironia, mette in scena lo stesso spettatore, invitato a riconoscersi nei vari personaggi che di volta in volta appaiono nella Babele degli anni ’90. Lo spettacolo ha un notevole successo di pubblico.

Prosegue nel frattempo di pari passo l’esperienza di teatro e rito nei tempi “forti” della comunità di Cassina de’ Pecchi.

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